Magni_Tesei/ luglio 24, 2018/ Uncategorized/ 0 comments

Cesenatico (23 luglio 2018) – Quindici cantine, dalle colline di Rimini alla provincia di Ravenna; 500 ettari di vigneto, di cui quasi 200 coltivati a vitigno bianco; 3 milioni di bottiglie di cui oltre un milione a bacca bianca. Sono questi i numeri del ‘Club dei bianchi in Romagna’ un sodalizio nato fra produttori eccellenti con una mission e un obiettivo: promuovere i vini bianchi di Romagna, renderli memorabili, creando visibilità e reputazione, favorendone la conoscenza e la diffusione tra i winelover e nei locali pubblici, ristoranti, hotel, enoteche e winebar. Cominciando proprio dal territorio romagnolo. Perché prima di tutto bisogna essere ‘profeti in patria’.

Il contesto
Da oltre un decennio i vini di Romagna hanno alzato con decisione l’asticella di qualità e piacevolezza mantenendo allo stesso tempo un buon rapporto qualità-prezzo. E i numeri della diffusione all’estero danno ragione al vino regionale, tanto che l’export continua ad aumentare e nell’ultimo anno è cresciuto addirittura in doppia cifra (+11,3%, rispetto al dato nazionale +6,4%).

Paradossalmente però il percepito del vino romagnolo, a livello nazionale, e sul nostro territorio, rimane al di sotto dell’effettivo valore del prodotto. E questo in modo particolare per quanto riguarda i vini bianchi.

La riprova è la scarsa diffusione dei bianchi di Romagna nei locali pubblici del nostro territorio, presenti solo in maniera episodica nelle carte dei vini dei ristoranti, grandi assenti nei wine bar all’ora dell’aperitivo, praticamente introvabili sulle tavole degli hotel della Riviera.

Ai nostri bianchi, siano questi autoctoni o uvaggi, sono infatti quasi sempre preferite le etichette di altre regioni, Campania, Marche, Alto Adige, Veneto e Friuli soprattutto, oppure la classica caraffina dello sfuso.

La Romagna dei vini bianchi
Eppure in Romagna c’è un mondo in bianco. Ci sono i classici autoctoni di grande pregio come l’Albana Docg (soprattutto nelle versioni secco e passito), i cui grappoli dalle colline del Cesenate si rincorrono verso Bertinoro e su su fino a Dozza; la Rebola (da Grechetto gentile), nel Riminese, il Trebbiano (quasi 15.000 ettari coltivati, più del doppio del Sangiovese) e il Pagadebit (Bombino bianco) in tutta la Romagna; vini e vitigni che negli ultimi anni, grazie allo sforzo e alla sperimentazione in vigna e in cantina dei vigneron di casa nostra coadiuvati da una schiera di enologi e agronomi, hanno prodotto vini eccellenti in quanto a qualità e piacevolezza di beva. Senza dimenticare i vitigni minori e quelli riscoperti come il Famoso (Rambèla, nella Bassa Romagna), che dopo anni di abbandono sta mietendo successi grazie alla sua elegante aromaticità. E poi un’infinità di altri vitigni (internazionali) come il Pinot bianco, il Sauvignon blanc, il Riesling o lo Chardonnay che crescono a loro agio nei terroir romagnoli, donando vini eleganti e eccellenti o blend, che mixano intelligentemente con perizia e fantasia, autoctoni romagnoli e internazionali.

Così, fermamente convinti del valore e della piacevolezza dei propri vini, un’avanguardia di imprenditori romagnoli ha deciso di unire gli sforzi per promuovere diffusione e conoscenza dei bianchi regionali. Convinti che in ogni angolo della Romagna sia necessario piantare una bandiera. Presidiando ogni locale e ogni iniziativa, dove poter raccontare e diffondere il valore dei bianchi del territorio. Consapevoli anche che il tipo di alimentazione verso cui negli ultimi anni si stanno orientando i consumi (dieta mediterranea, consumo di verdure e formaggi, pesce e cucine fusion) favorisce l’abbinamento con i vini a bacca bianca. Ed è dunque sui bianchi che si concentrerà la sfida commerciale dei prossimi anni.

 

 

Iniziative in cantiere

Detto fatto, è stato stilato un programma di iniziative rivolte al pubblico e agli addetti ai lavori. A Coadiuvare il Club Agenzia PrimaPagina di Cesena, da 15 anni attiva nella comunicazione del vino, e Taste Production di Forlì, nota in Romagna per l’organizzazione degli eventi ‘InBolla’ e broker nel comparto della distribuzione dei vini.

Si comincia dalla comunicazione che sarà articolata attraverso i media tradizionali e social dedicati (hashtag #vinibianchiromagna), mentre prossima è la realizzazione di un rivista-guida indirizzata agli operatori dell’Horeca, ma anche al pubblico per diffondere informazioni e approfondimenti sui vini bianchi romagnoli e sulle tante etichette dei soci del Club. In cantiere ci sono poi eventi dedicati dove i vini bianchi del Club saranno presentati agli operatori e al pubblico. Prima uscita pubblica mercoledì 25 luglio nell’ambito della Ligaza al Marè di Cesenatico dove i vini bianchi del Club accompagneranno l’evento organizzato come una delle anteprime della Notte Bianca del Cibo (4 agosto). Banco d’assaggio dedicato alle cantine del Club anche a ‘Cervia in Bolla’ (1 e il 2 settembre ai Magazzini del Sale di Cervia) dove sono attesi migliaia di winelovers e addetti ai lavori . Poi in autunno si bissa con un evento esclusivo per le 15 cantine del Club durante le giornate inaugurali per la riapertura del Mercato Coperto di Cesena gestione Teatro Verdi, prevista a fine ottobre. Nuovi eventi dedicati sono previsti da fine gennaio a inizio marzo in preparazione delle nuove carte dei vini di ristoranti e wine bar in vista dell’estate.

Questi i 15 pionieri del Club: Braschi (Mercato Saraceno), Celli (Bertinoro), Enio Ottaviani (San Clemente Rimini), Montaia (Cesena), Pertinello (Galeata), Podere Vecciano (Coriano), Podere Palazzo (Cesena), Poderi dal Nespoli (Civitella), Randi (Fusignano), San Valentino (Rimini), San Patrignano (Rimini), Tenuta Casali (Mercato Saraceno), Tenuta Masselina (Castelbolognese), Tenuta Santa Lucia (Mercato Saraceno), Zavalloni (Cesena).

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